Polaroid: ecco fatto!

La storia degli apparecchi fotografici si svolge in due grandi ere: quella analogica e quella digitale, arrivata come una tempesta a spazzare una tecnologia con quasi due secoli di vita. Tra questi due immensi filoni s’inserisce però uno straordinario outsider: il (o la) Polaroid, nome brevettato di un procedimento fotografico ideato a Cambridge, nel Massachusetts, da Edwin Land, lo Steve Jobs degli Anni Trenta, che nel 1937 fonda la Polaroid Corporation.

L’uso di una pellicola speciale abbinata a una macchina fotografica assolutamente innovativa, consente lo sviluppo quasi istantaneo della stampa positiva, anticipando di oltre mezzo secolo il concetto della fotografia in tempo reale, figlio della moderna rivoluzione digitale.

La Polaroid consente così di ritrovarsi miracolosamente tra le proprie mani l’immagine appena scattata, dopo appena 15 secondi per le riprese in bianco e nero e dopo un minuto circa per le riprese a colori. Un prodotto geniale, frutto di un pensiero laterale che rende pratico, emozionante e connotato da uno stile di stampa unico, un processo altrimenti lungo e laborioso.

Dopo il primo modello Polaroid del 1948, ad avere uno straordinario successo sono soprattutto la Folding Pack, dall’inconfondibile design a soffietto, e la SX-70 degli Anni Settanta, gioiello per uso professionale richiudibile e tascabile. Sempre in questo periodo e fino agli Anni Ottanta, Polaroid combatte una guerra commerciale senza esclusione di colpi con Kodak, che però perde una lunga battaglia di brevetti con l’industria di Cambridge ed è costretta a deporre le armi, ritirando dal mercato la sua Instant Camera.

L’avvento del digitale nel nuovo millennio mette definitivamente in crisi la Polaroid, relegando le sue macchine nella costellazione polverosa e gloriosa delle sorpassate tecnologie vintage. Il recentissimo lancio della Polaroid Snap rende tuttavia possibile il ritorno in auge dello sviluppo istantaneo, spostato dal fronte analogico a quello digitale. Solo al futuro l’ardua sentenza sul destino di questo prodotto. Una cosa però è certa: niente sarà più come prima.

Oggetti che diventano miti 

Una pagina “in progress” dedicata a quegli oggetti vintage che hanno conquistato uno spicchio di eternità, perché capaci di parlare di un mondo, di un’epoca, di sentimenti e ricordi universali.