Brionvega Algol: quando la tv diventa scultura

“Una sera di ottobre mia moglie Ludovica rientrò a casa con un piccolo televisore verde. Non era un televisore qualsiasi, ma un vecchio Brionvega portatile che da qualche tempo era tornato di moda tra gli amanti del vintage elettronico. Un Brionvega Algol, mi disse mentre l’aiutavo a scaricarlo dalla macchina, uno di quei prodotti che avevano fatto la storia dell’industrial design e che fin dal loro primo apparire erano diventati oggetto di culto.”

La città di Adamo – Giorgio Nisini

Quando il nome di un televisore entra nell’incipit di un romanzo, non c’è dubbio che ci troviamo di fronte a un mito. È un mito è sicuramente il TV Color Algol di Brionvega, progettato per l’azienda milanese da Marco Zanuso e Richard Sapper nel 1964 e oggi esposto nei più importanti musei del mondo, tra cui l’immancabile MOMA (Museum of Modern Art) di New York.

Paragonato da Zanuso a un cagnolino fedele che guarda verso l’alto il suo padrone, il portatile Brionvega impone a colpo d’occhio la sua cifra estetica assolutamente innovativa. A connotarlo sono dei tratti distintivi unici, come lo schermo inclinato e arrotondato, la maniglia in metallo estraibile e la scocca di plastica inizialmente proposta in tre colori: arancione sole, nero notte e grigio luna. Brillantezza, compattezza, slancio sono i limpidi segni di un design capace di trasformare questo elettrodomestico in un’autentica opera d’arte, un irresistibile complemento d’arredo, oggetto di pura bellezza.

Riproposto, in anni recenti, in edizioni limitate dotate di nuovi componenti tecnologici digitali al passo con i tempi, a mezzo secolo di distanza Algol mantiene inalterato il fascino intramontabile e il tocco felice della qualità “made in Italy” degli Anni Sessanta.

Oggetti che diventano miti 

Una pagina “in progress” dedicata a quegli oggetti vintage che hanno conquistato uno spicchio di eternità, perché capaci di parlare di un mondo, di un’epoca, di sentimenti e ricordi universali.